Fattelo!, la prima startup finanziata dalla Rete

Quattro ragazzi e l’idea, open source, di una lampada fatta con il cartone della pizza: l’impresa nasce sul sito di Eppela.

Con oltre 6mila euro – almeno mille in più rispetto a quanto richiesto – lo scorso weekend è andato a segno il primo progetto di nuova impresa italiana finanziato interamente dal crowdfunding, ovvero dai contributi volontari degli utenti internet che con piccole donazioni hanno aiutato la nascita di una start-up. Loro sono 4 ragazzi italiani, laureati da un paio di anni, che vivono in 4 città diverse: è loro l’idea di una lampada ecologica, basata sul recupero, di facile fabbricazione, oggetto di design in open source. Si chiama Fattelo! e grazie alle donazioni ricevute su Eppela ora nascerà una srls, società a responsabilità limitata semplificata, la forma societaria a capitale ridotto introdotta la scorsa estate per gli under 35.

Il progetto nasce un po’ per caso, quando uno dei 4 fondatori inventa, usando materiale di scarto, questa lampada fatta con il cartone della pizza recuperato, ripiegato e fustellato per creare una base, in cui inserire poi una luce LED: niente vecchie lampade a incandescenza, per far bene all’ambiente e non bruciare il cartone. L’idea di Fattelo! è duplice: da un lato è possibile acquistare la lampada direttamente dal produttore per pochi euro, e riceverla già fustellata, in versione compatta per risparmiare anche sugli ingombri di spedizione (la lampada costituisce anche il packaging con cui affronta il viaggio), riceverla a casa, aggiungere una luce e usarla. Dall’altro si può invece decidere, del tutto gratuitamente, di collegarsi al sito di Fattelo! e scaricare il disegno per poi riprodurlo sul cartone della pizza recuperato.

Chi deciderà di fare la lampada da sé e scaricarne il profilo sa che lo fa in licenza Creative Commons e che aderisce alla modalità pay-with-a-tweet: ovvero, al download della sagoma della lampada si autorizza l’invio di un tweet ai propri follower in cui si dice: “Oggi costruirò la mia lampada…” facendo pubblicità al progetto. Simbolicamente, il proprio messaggio su Twitter diventa la forma di pagamento. In alternativa, si può “pagare” la lampada con un “mi piace” alla pagina Facebook del prodotto.

«L’idea finale è quella di creare oggetti da un progetto partecipato. Per fare questo ci vogliono infrastrutture che vorremmo costruire nel tempo», racconta a Corriere.it Antonio Scribano, di Firenze, che con Daniele che abita ad Ancona, Mattia a Milano e Federico che ora è a Londra compone la squadra di Fattelo!. «Creeremo una piattaforma di open source partecipativo su cui sviluppare nuovi progetti, e successivamente vorremmo creare anche un marketplace in cui le grafiche e le modifiche più votate dagli utenti possano essere messe in vendita: le maggiorazioni sul prezzo della lampada diventeranno le royalties di chi le ha create».

Eppela e il crowdfunding dunque sono giusto l’inizio: con i 6.500 euro raccolti in 42 giorni di visibilità da 94 benefattori (che hanno ricevuto in cambio a casa loro la lampada) i 4 di Fattelo! si dedicheranno a far partire la start-up, aprendo la società, pagando i costi di spedizione delle prime lampade, l’impresa di cartotecnica che per loro si occupa di preparare le fustellature del cartone e tutte le molte spese vive. Dopo questo passaggio, anche sfruttando l’ubiquità del gruppo di lavoro, che si parla via Skype, si potranno chiedere nuovi fondi alle autorità locali, o studiare una forma di venture capital. Intanto la rampa di lancio del sito di crowdfunding italiano è servita, a dare visibilità e una linfa di capitale iniziale. Eppela, dal canto suo, a oggi ha aiutato il finanziamento di 53 progetti, raccogliendo circa 300mila euro, con una percentuale di successo rispetto ai progetti presentati del 35 per cento. Ma a detta dei responsabili, questa dovrebbe crescere da inizio 2013, quando oltre alla possibilità di sovvenzionare i progetti con donazioni via Paypal, questi si potranno sostenere anche pagando con carta di credito.

[Articolo di Eva Perasso per corriere.it]

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