LinkedIn si rinnova e si fa più social

Commenti, retweet, condivisioni, «mi piace». Tutto, o quasi, sui social network è pubblico. Ma chi non ha mai voluto sapere, ad esempio, quanti «amici» avessero visualizzato un post condiviso sul proprio profilo personale? Finora, informazioni come questa sono rimaste patrimonio di pochi. Da qualche giorno, però, a Linkedin qualcosa è cambiato. Tramite il suo blog ufficiale, infatti, il social network per professionisti ha annunciato due importanti novità per gli utenti della piattaforma.

Anzitutto, sarà possibile conoscere l’identità degli utenti che visualizzano i singoli post condivisi, pur senza commentarli o apprezzarli pubblicamente con un «like». In secondo luogo, Linkedin ha annunciato una nuova sezione del profilo personale in cui si potranno andare a ripescare facilmente le interazioni avute con gli altri utenti nelle due settimane precedenti la ricerca, come i gruppi di discussione frequentati e i commenti lasciati sulle bacheche altrui.

Insomma, «You recently visited», questo il nome dell’apposita sezione, sarà una sorta di centro notifiche limitato agli ultimi 14 giorni, sebbene allargato a interazioni che su Facebook, per esempio, non lasciano traccia: i profili recentemente visualizzati dall’utente, oppure le ricerche effettuate nel motore di ricerca interno.

Ma la novità più importante è rappresentata senz’altro da «Who’s Viewed Your Updates», ovvero la possibilità di venire a conoscenza dell’identità di chi visualizza i singoli post pubblicati dall’utente. Infatti, mentre finora soltanto i gestori delle pagine pubbliche di Facebook, e solo quelli arrivati a superare una certa soglia di «mi piace» ricevuti, potevano conoscere il numero delle visualizzazioni totalizzate dai singoli post, adesso anche gli iscritti a Linkedin potranno andare più in profondità. E sebbene il social per professionisti, che in Italia conta grossomodo lo stesso numero di iscritti di Twitter, attorno ai tre milioni, abbia concesso da sempre agli utenti la possibilità di conoscere nome e cognome dei visitatori del proprio profilo, la novità annunciata rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia intrapresa da qualche tempo.

Soltanto l’anno scorso Linkedin aveva introdotto una nuova veste grafica per consentire agli utenti un approccio più comunicativo, quasi spronandoli ad andare oltre la semplice creazione del profilo personale, spesso inteso soltanto come un database virtuale di competenze e professionalità. La ragione di questo atteggiamento da parte degli utenti era dovuta, probabilmente, alle difficoltà di fruizione delle funzioni di base del social, tanto da spingere l’azienda lo scorso anno «a migliorare le statistiche rese agli utenti sulle attività svolte su Linkedin».

Più statistiche sulle persone che interagiscono col proprio profilo, devono aver pensato nel quartier generale del social, significano maggiori collegamenti tra persone che, diversamente, non sarebbero mai venute a conoscenza. In altre parole, se un utente è messo nelle condizioni di sapere che il suo profilo è stato visitato da una persona interessata alle sue competenze, è probabile che assecondi la sua curiosità, e sia spinto a mettersi in collegamento con il «visitatore» sconosciuto. E a capitalizzare il tutto, in termini di traffico e engagement tra utenti, è ovviamente anche il social stesso, che riesce a suscitare interesse nell’utenza, stimolando la permanenza sulla propria piattaforma, concentrata soprattutto sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Una precisa strategia, quella di Linkedin, che non è seguita al momento da altri social network famosi come Facebook o Twitter, che non rilasciano dati sui visitatori dei singoli profili degli utenti, dando il la a pagine che raccolgono centinaia di migliaia di iscritti promettendo, falsamente, di rivelare i nomi di chi visualizza il profilo personale dell’utente. Come detto, però, la strategia di Linkedin è ad ampio raggio, e le recenti novità pubblicizzate, seguono altre funzionalità introdotte da poco come la timeline navigabile, la condivisione di foto, video e documenti, e la menzione con notifica diretta ai propri collegamenti. Ma come ha spiegato Caroline Gaffney dello staff di Linkedin, la strada ormai è tracciata, e mira a dare agli utenti ciò che gli altri social non vogliono o non possono fornire: dati e statistiche sempre più personalizzate sull’esperienza quotidiana dell’utente sul social network, e sulle interazioni con i propri collegamenti di lavoro, presenti e futuri.

[articolo di Nicola di Turi per corriere.it]


Questo post è stato inserito
lunedì 8 luglio, 2013 alle 10:20 e appartiene alla categoria Internet, Marketing, Social Networks.

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