I consigli per un’e-mail “perfetta”

Due decaloghi da seguire per essere sicuri che la corrispondenza arrivi sana e salva a destinazione

È ora di aggiungere una nuova parola al nostro vocabolario: deliverability.
Lunga, complessa e difficilmente digeribile, designa semplicemente la probabilità di un e-mail di giungere a destinazione. L’avvenuta consegna delle e-mail dipende da molti fattori ma il primo e più importante è sicuramente l’oggetto, quella stringa di caratteri che prima e meglio di altri ci spinge a leggere o meno il messaggio.

L’importanza dell’oggetto – Se è chiaro che «Hai vinto», «Farmaci gratis» e «Viagra con lo sconto» faranno attivare il filtro antispam, è forse meno noto che ci sono tante altre parole da evitare se vogliamo che la corrispondenza arrivi sana e salva e altre ancora che aiutano nell’impresa. Ecco un elenco delle dieci parole da evitare e dei dieci termini da utilizzare.

Da evitare:

  1. «Gratis», «regalo», «free», «omaggio» e simili proprio non funzionano più. Spesso attivano il filtro antispam e comunque nessuno cade più in trucchetti del genere. O almeno si spera.
  2. Esotismi come caratteri cinesi o russi possono dare un tocco di stile alla nostra corrispondenza ma i filtri la vedono in modo diverso. Questi due Paesi infatti sono i re della posta indesiderata e i loro messaggi vengono bloccati anche quando sono leciti.
  3. «Probabilmente l’hai già visto…» fa il paio con «Un messaggio da…». Se il mittente suppone che abbiamo già visto il contenuto non c’è motivo per noi di aprirlo mentre il secondo oggetto è ridondante: sappiamo già che quello che abbiamo di fronte è un messaggio e anche il mittente è specificato. Quindi, perché scriverlo di nuovo?
  4. Superlativi assoluti come «grandissimo», «bellissimo», «ricchissimo» hanno la peculiare capacità di farci cliccare direttamente sul cestino per polverizzare il messaggio all’istante. Meglio mantenersi quieti con gli aggettivi, come quando si parla.
  5. Un «Reminder» ci ricorda sempre che qualcosa che non ci interessava continua a non interessarci.
  6. A meno che non venga da un collaboratore, il «Re:» segnala che l’email è stata inoltrata senza neanche una correzione da parte del mittente dimostrando che lui stesso non la ritiene importante.
  7. Gli anglosassoni non ce ne vogliano, ma simboli come «&», «$», «/» o «#» sono nemici giurati della posta elettronica come le parentesi quadre e tanti punti esclamativi o interrogativi in successione che, tra l’altro, uccidono la nostra lingua.
  8. Un «Invito personale» in genere dovrebbe comunicare un evento esclusivo (altra parola da non usare) ma in realtà non ci dice nulla dell’invito in oggetto.
  9. Pregare il destinatario con formule come «Leggi questo», «Importante», «Imperdibile» allontana l’agognato corrispondente senza raggiungere l’obiettivo prefissato. Se il messaggio è importante non c’è motivo di rimarcarlo nell’oggetto.
  10. «Caro Tizio, Caio e Sempronio» semplicemente non sono degli oggetti da mail. Avere il proprio nome nell’oggetto ha la capacità di farci irritare: questo stile finto informale adottato da qualcuno che non abbiamo mai visto è un po’ troppo melenso e poi sappiamo come ci chiamiamo, non c’è bisogno che qualcuno ce lo ricordi.

Da utilizzare:

  1. «Siamo brevi, il mondo è sovraffollato di parole» scriveva Stanis?aw Jerzy Lec, quindi tentiamo di creare oggetti che non superino le dieci parole tenendo conto che le prime tre sono sempre le più importanti.
  2. La precisione prima di tutto. «Ti presento la tal cosa» o «Vorrei invitarti alla tal altra» sono formule a cui è difficile sottrarsi.
  3. Affascinare il destinatario funziona sempre, magari invitandolo all’azione
  4. Essere narrativi fa buon effetto. «Non sai cosa mi è successo ieri sera» o «Lo sapevi che Tizio si è lasciato con Caio?» funzionano sempre.
  5. Secondo diversi studi, martedì e mercoledì sono i giorni in cui si è più ricettivi e propensi a leggere la posta elettronica. Lunedì invece andrebbe evitato come la peste.
  6. Personalizzare l’oggetto gli dona efficacia. Meglio «Il mio progetto per» che «Progetto per»
  7. Scrivere usando correttamente maiuscole e minuscole non è solo più corretto a livello linguistico ma evita il fastidio di vedere TUTTI I CARATTERI MAIUSCOLI.
  8. Se l’email contiene più informazioni, nell’oggetto è buona regola focalizzarsi solo sul tema principale.
  9. Provare più oggetti con persone diverse permette di avere una piccola statistica sull’efficacia dei nostri oggetti. Certo, le variabili sono parecchie ma in ogni caso avremo una pallottola in più nella nostra cartucciera.
  10. Da ultimo è bene ricordare la regola aurea, la domanda da porsi prima di ogni invio: «Tu l’apriresti?»

[elaborazione di vari articoli tratti da corriere.it]


Questo post è stato inserito
mercoledì 17 luglio, 2013 alle 12:46 e appartiene alla categoria Internet, Marketing.

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