Google-Ue verso un accordo: Big G mostrerà i risultati anche di tre servizi concorrenti

Google sta avanzando nuove concessioni di «vasta portata» all’antitrust Ue che si avviano a convincere la Commissione per la chiusura dell’indagine per abuso di posizione dominante nelle ricerche su Internet. Lo ha riferito il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, che si è detto «fortemente convinto» che le nuove proposte siano sufficienti a risolvere i problemi con i concorrenti, segnando una tappa decisiva nel procedimento aperto tre anni fa. «Si tratta di un importante passo avanti», ha spiegato Almunia ai giornalisti a Bruxelles. Con la nuova proposta Google garantisce che ogni volta che promuove i propri servizi di ricerca specializzati sulla sua pagina web (ad esempio per prodotti, alberghi, ristoranti, ecc), vengano visualizzati anche i servizi di tre concorrenti, selezionati attraverso un metodo obiettivo, in modo che siano chiaramente visibili e paragonabili dagli utenti.

«Senza impedire a Google di migliorare i propri servizi – ha spiegato la Commissione Ue – la società fornirà agli utenti una reale possibilità di scelta con concorrenti analoghi, dando agli utenti il potere di selezionare l’alternativa migliore». Google ha una quota di mercato nella ricerca web di circa il 90% in Europa, rispetto al 70% circa negli Stati Uniti. Le proposte del colosso di Mountain View saranno inviate per una consultazione ai 18 concorrenti che avevano presentato un esposto a Bruxelles, prima che la Commissione europea prenda una decisione definitiva, nei prossimi mesi, per la chiusura di un’indagine iniziata alla fine del 2010. Una volta che sarà raggiunto un accordo, le concessioni saranno giuridicamente vincolanti per Google per cinque anni in tutta l’Unione europea. Il consigliere generale del gruppo, Kent Walker, ha dichiarato che «saranno apportate modifiche significative nel modo in cui Google opera in Europa, abbiamo lavorato con la Commissione Ue per affrontare le questioni sollevate e lavorare per guardare al futuro». Una eventuale condanna per abuso di posizione dominante costerebbe alla società una multa pari al 10% del suo fatturato annuale, ossia circa 5 miliardi di euro.

La conformità di Google ai termini dell’eventuale accordo verrà controllata da un fiduciario scelto da Bruxelles, che lavorerà in modo indipendente rispetto alla Commissione. «Le concessioni – ha evidenziato Almunia – sono di vasta portata e hanno il chiaro potenziale di ripristinare condizioni di parità con i concorrenti. Nessuna autorità antitrust al mondo ha ottenuto simili concessioni». La Federal Trade Commission statunitense ha indagato Google l’anno scorso per abuso di posizione dominante, arrivando tuttavia alla conclusione che non ci fossero le condizione per aprire una procedura di infrazione. I concorrenti di Mountain View non sembrano altrettanto impressionati dalle concessioni offerte da Google. La lobby che li raccoglie, Icomp, chiede a Bruxelles più tempo per valutare le novità attraverso un test di mercato. «Senza una recensione di terzi, Almunia rischia di farsi gettare fumo negli occhi da Google», viene affermato dal gruppo di concorrenti. Il commissario Ue ha sottolineato che una ulteriore e differente indagine antitrust sul sistema operativo di Google, Android, è ancora in corso.

Sono stati necessari tre anni di tesi negoziati per l’accordo tra Google e l’antitrust europeo, che risolve le accuse di abuso di posizione dominante sul mercato da parte del re americano dei motori di ricerca. Ben due volte un’intesa era parsa a portata di mano solo per fallire, davanti alle dure obiezioni di società concorrenti da Microsoft a Expedia a TripAdvisor – e della Commissione europea – insoddisfatte dalle offerte di Google per dare maggior spazio ai servizi delle rivali nei risultati delle ricerche online. Con un ultimatum della Ue a fornire una nuova proposta nel giro di poche settimane, pena un’inchiesta approfondita e una potenziale pesante multa, Google ha alla fine offerto termini considerati accettabili, che la vedranno dare uguale rilievo a servizi e prodotti rivali rispetto ai propri. L’indagine era scattata nel novembre 2010 e due anni dopo l’antitrust aveva identificato le pratiche di business dove erano necessarie riforme da parte dell’azienda, che vanta una quota di mercato del 90% delle ricerche sul Vecchio continente: tra queste favoritismi per i suoi servizi, accordi irregolari e esclusivi con inserzionisti e plagio di contenuti rivali. Nel gennaio dell’anno scorso la prima proposta di Google, con la Commissione che da’ ai concorrenti un mese per esaminarla. La successiva bocciatura dell’offerta, che offriva di mostrare i servizi concorrenti in appositi riquadri colorati, vede la Ue chiedere a Google di effettuare maggiori concessioni. Una proposta emendata in ottobre viene tuttavia a sua volta considerata dal commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia «inaccettabile». E nel gennaio di quest’anno Almunia ricorre all’ultimatum rivelatosi decisivo, definendolo «l’ultima opportunita”» per Google di raggiungere un accordo.

[fonte corriere.it]

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