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Tutti pazzi per l’e-commerce: + 16% delle vendite online

L’osservatorio di Netcomm e Politecnico: alimentari e arredamento i prodotti che aumentano di più. Lo scontrino medio è di 89 euro. Cinque consigli per sfruttare al meglio i marketplace.

Un balzo in avanti che fa dell’e-commerce italiano un mercato finalmente interessante. Il valore degli acquisti online nel nostro Paese quest’anno raggiungerà i 16,6 miliardi di euro, crescendo del 16% rispetto al 2014. Ad attrarre sul web gli acquirenti sono in maggior parte i servizi (turismo e assicurazioni su tutti) ma si fanno largo anche i prodotti, con una crescita significativa di settori, come alimentari e arredamento, nei quali gli italiani erano tradizionalmente restii ad acquistare online. I dati dell’osservatorio e-commerce di Netcomm-Politecnico di Milano, appena presentati, calcolano in 11,1 milioni i clienti abituali, ovvero che effettuano un acquisto online almeno ogni tre mesi: il loro scontrino medio è di 89 euro. «Il mercato resta sbilanciato sui servizi che valgono il 60% dell’acquistato. Tuttavia l’acquisto online di prodotti cresce a un tasso più elevato (+21%) rispetto ai servizi (+12%). Il paniere italiano si sta conformando a quello dei principali mercati occidentali» spiega Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio e-commerce.

I settori
Contribuiscono alla crescita complessiva del settore i settori che hanno trainato il mercato in Italia fin dall’inizio, come il turismo che cresce del 14% e da solo vale 7.762 milioni di euro, quasi la metà delle vendite online, l’informatica, l’abbigliamento. «Cresce anche l’editoria (+31%) – continua Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori digital innovation del Politecnico di Milano – la penetrazione dell’e-commerce raggiunge il 4% delle vendite. Cresce ma siamo ancora lontani dai principali mercati occidentali (Francia, Germania, Uk e Usa) dove ha raggiunto livelli di diffusione fino a quattro volte più elevati».

I Marketplace
Naturale quindi con questi numeri che i giganti delle vendite online come Amazon e Ebay (i cosiddetti marketplace) abbiano recentemente iniziato a corteggiare anche i piccoli con varie iniziative, dalle botteghe dedicate al Made in Italy agli accordi con le categorie di settore. Ma per i piccoli non rischia di trasformarsi in un abbraccio mortale? «Esserci conviene, il punto è come – spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm – i cosiddetti piccoli devono fare un ragionamento a monte: vogliono puntare sul brand o sul prezzo? Il digitale mette a disposizione una possibilità che non avevano, quella di uscire dal mercato di prossimità nel quale erano relegati». Opportunità da maneggiare con cura quindi. «Il tema – conclude Liscia – non è quanto vendo ma per quanto tempo riesco a tenere la relazione con il cliente». Infatti, avviare le vendite su Amazon o Ebay potrebbe essere quindi solo un primo passo, peraltro meno costoso, prima di aprire un proprio sito.

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Cinque consigli
«Ma le vendite online non si improvvisano, ed esserci non basta. Neanche sui marketplace – sottolinea Giulio Finzi, segretario generale di Netcomm, uno degli autori della guida “Come aprire un negozio online (e avere successo)” – Quello che serve innanzitutto è avere contenuti di qualità che siano capaci di raccontare la storia dei nostri prodotti in pochi secondi. Bisogna poi essere pronti a gestire il servizio in tempo reale: evadendo gli ordini, perché il marketplace è aperto 24 ore al giorno, sette giorni su sette; controllando il magazzino; e poi infine seguendo il cliente in tempo reale, informandolo ed essendo pronti a gestire i suoi resi. I commenti di nostri acquirenti sono il nostro più grande tesoro».

[articolo di Luca Barbieri per corriere.it]

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