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Perché un manager “non dovrebbe” sfruttare il digital?

Diciamoci la verità. Il cambiamento spaventa!
E un manager ha già una serie di problemi da gestire e piani da implementare. Non ha bisogno di altre variabili da gestire. In più, nei settori tradizionali non sono ancora sdoganati tutti i benefici che si possono ottenere per cui c’è un certo livello di rischio per chi decide di adottare una strategia che contempli l’utilizzo del Digital. Quando si utilizzano strumenti nuovi c’è una certa curva di apprendimento.

All’inizio non si hanno abbastanza informazioni e il rischio di scegliere dei fornitori “sbagliati” è più alto. Abbagliati da belle presentazioni fatte con Prezi e da un account con la parlantina sciolta e che ispira fiducia, la probabilità di appaltare il budget e non avere risultati è reale. E poi in ambito Digital è tutto misurabile per cui è più difficile che i capi non se ne accorgano.

Il pericolo però è il fatto che ora sono i business tradizionali a venire stravolti. La nuova velocità di crociera stupisce i vecchi manager, ma non i Millennials e le generazioni successive. Ormai tutti hanno capito che bisogna adeguarsi. Quando la Tesla Motors tira fuori un nuovo modello di auto (Tesla Model 3) a 35 mila dollari di prezzo di vendita al pubblico e nel primo giorno riesce ad avere ordini on line per più di 135 mila auto e chiude il primo mese con 400 mila ordini per 14 miliardi di dollari, allora si capisce che non si sta più giocando allo stesso gioco del passato. Soprattutto se a farlo è una società che ha «solo» 13 anni di vita, il cui CEO e maggiore azionista Elon Musk non proviene dall’automotive e che ora capitalizza una volta e mezza FCA.

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Se è successo nell’automotive cosa dovrebbe vietare che succeda anche nella tua industry? E infatti sta succedendo. Ogni altro settore viene rivoluzionato dall’informazione. O meglio dal nuovo modo di creare e gestire informazione grazie alle tecnologie digitali e alla legge di Moore.

Gordon Moore, uno dei fondatori della Intel, aveva osservato che la potenza di calcolo delle CPU raddoppia ogni 18 mesi. La progressiva digitalizzazione di tutte le informazioni e l’aumentare della potenza di calcolo a costi sempre minori hanno permesso l’accadere della Digital Transformation in molti settori.
Si è partiti da alcuni dei servizi dove il Digital ha ormai stravolto i modelli di business tradizionali (es. turismo, finanza retail etc.), ed ora si sta arrivando a tutto il resto.

Ogni Industry viene rivoluzione dalla facilità e velocità di accesso all’informazione.

E all’orizzonte ci sono rivoluzioni tecnologiche che fanno presagire che siamo solo all’inizio della II RIVOLUZIONE DIGITALE. L’intelligenza Artificiale, il Machine Learning e il Deep Learning stanno cambiando ancora le carte in tavola e il beneficio non sarà paragonabile al passato. Si è passati da una società dove l’asset per poter avere economie di scala era il capitale ad una basata sull’informazione.

È l’accesso all’informazione che ora abilita nuovi business model. Il fatto di avere sempre in tasca più potenza di calcolo di quella che ha mandato l’uomo sulla Luna e l’accesso alla risposta ad ogni nostra domanda ha abilitato potenzialmente chiunque a provare a mettere in piedi una nuova startup, con la velleità di stravolgere lo status quo, migliorare la vita delle persone e farlo a costi sempre minori.

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Siamo nell’era dell’abbondanza. È un concetto difficile da comprendere per chi ha vissuto in epoche precedenti e ha passato la vita ad organizzare modelli di business basati sulla scarsità. Peter Diamandis e Steven Kloter nel loro Abundance: The Future Is Better Than You Think ci raccontano come la tecnologia stia cambiando radicalmente il mondo in meglio. E la tecnologia ha abilitato le singole persone ad attuare modelli di business un tempo impensabili: un guerriero Masai con uno smartphone ha oggi accesso a più informazione rispetto al presidente degli USA 15 anni fa!

I cicli economici ora sono più veloci e le aziende devono adattarsi più velocemente, oppure uscire dal mercato. Chi avrebbe detto che Blockbuster sarebbe fallita? Eppure non ha capito che si trovava nel business di «far vedere i film alla gente» e non in quello di «far noleggiare i DVD», quindi è fallita e la startup Netflix è diventata leader di mercato. E Kodak? Pensava al business delle pellicole fotografiche e della carta da stampa, invece era nel business di «far vedere le foto alla gente»; quindi è fallita con un brevetto sulla fotografia digitale, frutto di un progetto di ricerca interno dismesso per un taglio dei costi, mentre Instagram è stata comprata per un miliardo di dollari da Facebook a tre anni dalla nascita, quando aveva 13 dipendenti.

I leader di mercato cambiano sempre più velocemente. 89% delle aziende che erano nella lista Fortune 500 nel 1955 non lo sono più nel 2015. A questi ritmi nei prossimi 10 anni il 40% di tutte le aziende della lista Fortune 500 spariranno a beneficio di nuovi entranti che avranno capito meglio i tempi in cui fanno business.

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L’accesso all’informazione in modo così efficiente e tempestivo ha ridotto l’esigenza di possesso delle risorse (fondamentale in condizioni di scarsità) a beneficio dell’accesso alle stesse (strategico in tempi di abbondanza). Mutuando da «L’era dell’accesso» di Jeremy Rifkin si può affermare che Airbnb è il più grande albergatore del mondo e non possiede nemmeno una camera (ma capitalizza più della catena Marriott), Uber è il più grande servizio di taxi al mondo e non possiede nemmeno un’auto, Alibaba è il più grande negozio al mondo e non possiede neanche un metro quadro di magazzino. Però questi soggetti hanno accesso all’informazione. O meglio hanno accesso ad informazioni in modo più efficiente e veloce rispetto ai loro diretti competitor.

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Quindi un manager di oggi potrebbe avere dei problemi ad usare il Digital nel suo business, ma probabilmente POTREBBE AVERNE DI PIÙ DAL NON USARLO.

Il pericolo è che lo usino altri e stravolgano il suo settore mentre lui è occupato a risolvere i problemi del suo quotidiano. Meglio utilizzare una metodologia assodata e affrontare il cambiamento da protagonisti invece di dover inseguire per sopravvivere.

[elaborazione di un articolo originale di Alberto Giusti]

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